Quattro prospettive per il supporto dei bambini oncologici: l’approccio basato sul gioco come quadro di riferimento integrativo

L’ospedalizzazione pediatrica evoca spesso paure specifiche nei bambini (ad es., mutilazione, dolore, morte, separazione dalla famiglia) (Coyne, 2006) e uno squilibrio di potere (Bricher, 2000). Nei contesti ospedalieri, le decisioni critiche sono generalmente prese dagli adulti, mentre i bambini sono frequentemente esclusi dalle discussioni mediche, percependosi ridotti a etichette cliniche (Pérez-Duarte Mendiola, 2020, 2024). Ciò può portare ad ansia, fobie specifiche, sintomi depressivi o regressione comportamentale (Chambers, 1993). Ciononostante, l’impatto psicologico dell’ospedalizzazione a lungo termine è spesso sottostimato (Koukourikos et al., 2015). Queste conseguenze sono particolarmente rilevanti per i bambini con diagnosi oncologiche ed emato-oncologiche (Obaid, 2015), soprattutto in termini di preoccupazione pervasiva per la malattia e la morte, ritiro sociale e paura di perdere l’indipendenza.

Tuttavia, i bambini con cancro non sono vittime passive delle loro circostanze. All’interno di un modello biopsicosociale (Engel, 1978), le loro capacità di coping adattivo sono plasmate da molteplici fattori, tra cui l’età e lo stadio della malattia al momento della diagnosi, le strategie di coping dei genitori, il contesto familiare (ad es., stato socioeconomico, cultura, religione, ottimismo, resilienza, supporto sociale), le esperienze personali (ad es., la precedente morte di un nonno o di un animale domestico) e le opportunità di interazione con i pari (Kupst et al., 1984; Varni et al., 1994; Bluebond-Langner, 1978). I pazienti pediatrici oncologici mostrano spesso resilienza e un buon adattamento (Phipps, 2007; Phipps et al., 2014). Riconoscere le risorse intrinseche dei bambini con cancro è essenziale per i professionisti sanitari, poiché consente di utilizzare interventi psicosociali per sostenere e promuovere il benessere (Perasso e Ozturk, 2022). La letteratura sottolinea che interventi come la psicoterapia, la terapia familiare, le attività artistiche e i programmi basati sul gioco sono cruciali per l’adattamento psicosociale del bambino (Coughtrey et al., 2018), ma anche per il benessere dei genitori e degli operatori sanitari (Ong et al., 2025).

Allo stesso tempo, le differenze tra i professionisti sanitari in termini di formazione, orientamento e strategie evidenziano la necessità di riflettere sui diversi profili assistenziali che possono emergere nell’oncologia pediatrica (Louwen et al., 2023). In questo articolo di opinione, presentiamo quattro diverse prospettive di presa in carico dei bambini oncologici. Proponiamo inoltre un quadro unificante fondato sulla play specialism (Perasso e Ozturk, 2022).

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