di Sara de Nicolò
Quando si affronta un percorso di cura, il momento del pasto può smettere all’improvviso di essere un piacere per trasformarsi in una fonte di ansia.
Subito dopo i trattamenti oncologici i sapori degli alimenti sembrano sbiaditi, alterati, può comparire un retrogusto metallico e l’appetito subisce alti e bassi.
A peggiorare le cose, spesso ci si mette la pressione dei familiari e conoscenti che -sicuramente in buona fede- incitano con frasi come: “Devi sforzarti di mangiare!”, “Devi mettere su qualche chilo!”.
La prima cosa da fare è togliere di mezzo l’ansia. A tavola non esiste una performance da rispettare soprattutto se si stanno affrontando cure debilitanti.
Durante le terapie il corpo parla una lingua nuova e l’atto di cura più grande che puoi dedicarti è la flessibilità e accettare il cambiamento momentaneo.
Ma cosa significa, all’atto pratico, nutrirsi a piccoli passi?
- Cancella le regole del “pasto completo”: Dimentica la sequenza primo, secondo e contorno e frutta. Un piatto unico, come una vellutata, un semolino o un piccolo comfort food a volte possono bastare, altre volte invece il pasto classico diventa un’esigenza.
- Ascolta cosa ti chiede il tuo corpo. Mangia quando senti la necessità. Puoi mangiare cibi più secchi e digeribili, come cracker senza sale o grissini, in caso di bruciore allo stomaco, o concederti dei gelati dal gusto delicato come fior di latte o alla vaniglia se hai voglia di qualcosa di dolce.
- Sfrutta il potere del freddo: I cibi tiepidi o freddi emanano meno odori e sono molto più tollerabili al palato rispetto a quelli caldi e fumanti. Prova ad assaggiare yogurt intero, latte freddo, riso o couscous.
- Neutralizza il gusto metallico: Se senti i sapori alterati, prova a sostituire le classiche posate con quelle di legno, silicone o plastica ed evita la cottura in recipienti di metallo. Puoi anche aggiungere nell’acqua delle gocce di limone o arancia, questo rimedio aiuta a ridurre questo retrogusto fastidioso.
- Dimentica i classici orari dei pasti: fai dei micro-pasti frequenti. Dividi la giornata in 5 o 6 spuntini quando ne senti la necessità. Non ti sforzare a rispettare la colazione, pranzo e cena.
- Gioca con le consistenze: Creme, purè, frullati e zuppe sono nutrienti e non affaticano la masticazione e la digestione
Un consiglio per i familiari: cucinare per chi si ama è un gesto d’affetto, ma durante le cure la preoccupazione rischia di trasformarsi in tensione. Il ruolo più prezioso di chi sta accanto è offrire supporto pratico e opzioni semplici, senza giudicare, senza forzare e rispettando i tempi di chi sta affrontando la malattia.
Nutrirsi non è una corsa contro il tempo, né un dovere imposto. È custodire la propria energia, un piccolo morso alla volta, con la certezza che il piacere del cibo ritroverà presto il suo posto alla nostra tavola.
