di Mariagrazie de Lisa
Adjuvant chemotherapy and hormonotherapy versus adjuvant hormonotherapy alone for women aged 70 years and older with high-risk breast cancer based on the genomic grade index (ASTER 70s): a randomised phase 3 trial
Circa 1/3 dei tumori della mammella insorge in pazienti anziane (superiori o uguali a 70aa). Sebbene il beneficio di una chemioterapia adiuvante sembri indipendente dall’età, sono piuttosto pochi i dati relativi al beneficio della stessa nelle pazienti con più di 70 anni, in particolare per le neoplasie positive per recettore dell’estrogeno e negative per HER-2.
Tali neoplasie sono caratterizzate da una tendenza a recidive tardivamente negli anni (oltre i 5 anni e anche oltre i 10), pertanto l’obiettivo di una chemioterapia adiuvante, in particolare con antracicline, deve essere accuratamente pesato in relazione ai potenziali effetti avversi (cardiotossicità acuta e tardiva, mielotossicità acuta e tardiva, …) che possono impattare sulle comorbidità e fragilità, altamente prevalenti in questa fascia d’età, con possibile effetto detrimentale sulla qualità di vita e aumento del rischio di morte non cancro-relata.
Lo studio ASTER 70s è uno studio randomizzato, multicentrico, di fase 3, che ha confrontato la chemioterapia adiuvante (endovena) in aggiunta alla endocrinoterapia (in compresse) con l’endocrinoterapia da sola in pazienti di età maggiore o uguale a 70 anni affette da carcinoma mammario localizzato operato, o con recidiva locale isolata operata, ER-positivo HER2-negativo, ad alto rischio secondo genomic grade index (GGI). L’obiettivo primario dello studio era la valutazione dell’efficacia della chemioterapia aggiunta alla endocrinoterapia in termini di sopravvivenza globale.
Il genomic grade index (GGI) è stato determinato in laboratorio centralizzato con test RT-PCR di 8 geni su tessuto paraffinato. Con un follow-up mediano di 7.8 anni, i tassi di sopravvivenza sono stati 90.5% a 4 anni e 72.7% a 8 anni nel gruppo chemioterapia, e 89.3% a 4 anni e 68.3% a 8 anni nel gruppo no chemioterapia (hazard ratio 0·83) con differenza assoluta nella probabilità di sopravvivenza dell’1.3% (95% CI 2.4 – 5.0) a 4 anni e 4.5% (95% CI 2.1 – 11.1) a 8 anni, differenza statisticamente non significativa. questo studio presenta alcune limitazioni: – utilizzo di un test commercialmente non disponibile (GGI) per la definizione dell’alto rischio. – 110 pazienti (sulle 1089 tot) sono decedute per comorbidità durante il follow-up (110 decessi legati a comorbidità di totali 246 decessi con cause note), e tali decessi non sarebbero stati prevenuti dalla chemioterapia.
Lo studio ha dimostrato che non vi è un significativo beneficio dal trattamento chemioterapico adiuvante in aggiunta alla terapia endocrina adiuvante per le pazienti di età superiore a 70 anni con neoplasia ad alto rischio determinato con GGI, nelle quali la chemioterapia si accompagna a maggiori effetti avversi. Pertanto nella definizione della strategia terapeutica di ogni paziente è fondamentale per una valutazione di bilancio rischio-beneficio in questo setting.
